Via Rizzoli durante le demolizioni in questa immagine dell'estate del 1913 Abbattimenti del Mercato di Mezzo, secondo lotto, nel 1913-14. La foto Ŕ stata scattata da via Rizzoli BolognaCheCambia Il Mercato di Mezzo La foto del 1914 mostra le torri Artenisi, Riccadonna, ed un troncone della torre Guidozagni, subito abbattuta perchŔ pericolante. Lavori in Piazza Re Enzo nel 1913. Gli edifici delle vie Accuse e della Canepa sono giÓ stati abbattuti. Sono visibili le fondamenta di Palazzo Ronzani. Foto A. Romagnoli Il cantiere per la costruzione di Palazzo Ronzani nel 1911, visto dal voltone del PodestÓ. Di fronte, sulla destra, via Orefici Le Torri Artenisi (a sinistra) e Riccadonna (a destra) in demolizione nel 1919. Foto A. Romagnoli La demolizione dei palazzi adiacenti a palazzo Re Enzo visti da via Orefici nel 1913 La Torre Tantidenari, poi Lambertini, ultimamente detta Torre dei Telefoni, nel 1912 durante le demolizioni Fotografie storiche Via Caprarie in demolizione nel 1912. Sullo sfondo piazza della Mercanzia. Foto Arnaldo Romagnoli Nel 1910 iniziarono i lavori per l'allargamento di via Rizzoli, la strada che aveva mutato l'antico toponimo di Mercato di mezzo (l’area esistente fra i due grandi mercati di Piazza Maggiore e Piazza Ravegnana) nel 1880, in onore del grande ortopedico che lasciò la sua fortuna per costruire l'ospedale di Bologna che porta il suo nome. Prima di questi lavori la larghezza della via non superava i sei metri nel punto più largo. Il Comune decise di modificare radicalmente la zona che andava da Palazzo re Enzo alle Due Torri.  Venne pertanto deciso di abbattere Palazzo Lambertini, stessa sorte toccò all’adiacente torre Tantidenari (che la gente chiamava dei telefoni perchè era stata trasformata in traliccio per i fili della Società telefonica che vi aveva sede). Parimenti furono abbattuti alcuni isolati che erano formati da un crocicchio di strade ora scomparse: via delle Accuse, via della Canepa, piazza Uccelli, via delle Spaderie, via Tosapecore e via della Corda. Le vie degli Orefici e Caprarie vennero allargate ed allineate. Su quest’area si costruì, con tecniche modernissime impiegando il cemento armato, il primo blocco denominato appunto Modernissimo, di proprietà di Camillo Ronzani il re della birra, su disegno dell' Architetto Pontoni. Nel 1914, in seguito alla demolizione in corso per l'allargamento della via Rizzoli e la sistemazione dell'area circostante, vengono alla luce tre torri prospicenti la Loggia della Mercanzia: un troncone della Guidozagni, presto abbattuto perchè dichiarato pericolante, la Torre degli Artenisi e la Riccadonna. La piazza così aperta presenta ben quattro torri vicinissime con la Mercanzia e l'antico Palazzo degli Strazzaroli a far di contorno. Le ritrovate torri vengono però abbattute dopo aspre polemiche. Le cronache del tempo riferiscono che l'Amministrazione Provinciale aveva offerto al Comune un milione di lire per l'acquisto di quell’ area che doveva servire per la nuova sede della Provincia. Il Sindaco Francesco Zanardi spergiurò che la vera ragione era dare lavoro ai molti disoccupati del dopoguerra (la stessa ragione era stata addotta ai tempi della demolizione delle Mura).